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Caratteristiche generali della sapienza, Aristotele, Metafisica
view post Posted on 30/6/2009, 20:18Quote
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Che poi, essa non tenda a realizzare qualcosa, risulta chiaramente anche dalle affermazioni di coloro che per primi hanno coltivato filosofia. Infatti gli uomini hanno cominciato a filosofare, ora come in origine, a causa della meraviglia: mentre da principio restavano meravigliati di fronte alle difficoltà più semplici, in seguito, progredendo a poco a poco, giunsero a porsi problemi sempre maggiori: per esempio i problemi riguardanti i fenomeni della luna e quelli del sole e degli astri, o i problemi riguardanti la generazione dell’intero universo. Ora, chi prova un senso di dubbio e di meraviglia [thaumazon] riconosce di non sapere; ed è per questo che anche colui che ama il mito è, in certo qual modo, filosofo: il mito, infatti, è costituito da un insieme di cose che destano meraviglia. Cosicché, se gli uomini hanno filosofato per liberarsi dall’ignoranza, è evidente che ricercarono il conoscere solo al fine di sapere e non per conseguire qualche utilità pratica. E il modo stesso in cui si sono svolti i fatti lo dimostra: quando già c’era pressochè tutto ciò che necessitava alla vita ed anche all’agiatezza e al benessere, allora si incominciò a cercare questa forma di conoscenza. E’ evidente, dunque, che noi non la ricerchiamo per nessun vantaggio che sia estraneo ad essa; e, anzi, è evidente che, come diciamo uomo libero colui che è fine a se stesso e non è asservito ad altri, così questa sola, tra tutte le altre scienze, diciamo libera: essa sola, infatti, è fine a se stessa.
 
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view post Posted on 8/9/2009, 12:32Quote
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Percorrendo il breve tratto della Metafisica citato possiamo cogliere alcuni aspetti essenziali che, oltre a caratterizzare, nello specifico, il pensiero aristotelico non esauriranno la loro portata in e con Aristotele, ma, al contrario, costituiranno i punti cardine della Filosofia.
Se con Platone ci troviamo di fronte dialoghi, Aristotele alla forma dialogica di esposizione sostituisce il “trattato”. Vedremo come questo passaggio non sia solo dettato da questioni di gusto, da arbitrarie scelte stilistiche, ma risulti essere indice esso stesso della svolta decisiva che si attua nel passaggio dalla concezione della filosofia propria dell’Accademia a quella propria del Peripato.
Ora rivolgiamo però l’attenzione alla citazione in oggetto rilevandone immediatamente una sconcertante ovvietà: il testo tratta della filosofia.
Sì, Aristolele sta descrivendo la filosofia. L’oggetto di indagine a cui è rivolta l’attenzione è la filosofia stessa. In quanto oggetto, questo oggetto Aristotele potrà osservarlo, indagarlo, problematizzarlo. Osservandolo ne potrà fornire una descrizione, inquadrarlo, differenziarlo, classificarlo rispetto agli altri oggetti. Fornendoci, in questo modo, una serie di caratteristiche specifiche ed essenziali, che fanno della filosofia, filosofia e non biologia, astrologia o fisica, ad esempio. Sul perché Aristotele possa compiere un’operazione del genere magari ne tratteremo in seguito o, se riusciamo a percorrere come si deve il testo, emergerà da solo questo perchè.
Per ora, infatti, mi limiterò a rilevare alcuni esiti dell’osservazione compiuta di Aristotele e individuabili nel testo.
Cosa coglie di questo oggetto Aristotele?
- che ha una sua storia
- la causa
- il fine
- le condizioni socio/economiche che lo hanno permesso
- che è una forma di conoscenza
- ciò che la rende unica
Ora qui potrei risultare molto tecnica e teorica, poco giocosa di conseguenza procedo sulla traccia che vi ho proposto in altro modo.

"Ferma tutto lucy, ma quali ovvietà ci stai poponendo?!?!"
Quali, secondo Voi?


Edited by _lucyinthesky_ - 8/9/2009, 15:36
 
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view post Posted on 9/9/2009, 19:43Quote
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bellissimo il commento!!
 
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view post Posted on 2/10/2009, 14:54Quote
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"Il miglior modo per stare allegri è cercare di rallegrare." Mark Twain (1835-1910), scrittore americano.

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CITAZIONE (_lucyinthesky_ @ 8/9/2009, 13:32)
Cosa coglie di questo oggetto Aristotele?
- che ha una sua storia
- la causa
- il fine
- le condizioni socio/economiche che lo hanno permesso
- che è una forma di conoscenza
- ciò che la rende unica
Ora qui potrei risultare molto tecnica e teorica, poco giocosa di conseguenza procedo sulla traccia che vi ho proposto in altro modo.

"Ferma tutto lucy, ma quali ovvietà ci stai poponendo?!?!"
Quali, secondo Voi?

Che per parlare di filosofia non è necessario conoscerla ma che iniziare a porsi delle domande su ciò che non conosciamo è un buon inizio… credo.
 
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view post Posted on 2/10/2009, 20:07Quote
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CITAZIONE
iniziare a porsi delle domande su ciò che non conosciamo è un buon inizio

tu che domanda ti sei posta quando hai letto il testo di Aristotele che ho inserito?
 
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view post Posted on 2/10/2009, 20:09Quote
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...che ne "ricavo" da tutto ciò?
 
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view post Posted on 2/10/2009, 20:14Quote
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e hai trovato la risposta alla tua domanda nel testo?
 
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view post Posted on 2/10/2009, 20:21Quote
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"Il miglior modo per stare allegri è cercare di rallegrare." Mark Twain (1835-1910), scrittore americano.

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...che la voglia di conoscere, di sapere, di scoprire come certe cose accadono è l'imput per la sapienza...

 
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view post Posted on 5/10/2009, 10:37Quote
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CITAZIONE
Infatti gli uomini hanno cominciato a filosofare, ora come in origine, a causa della meraviglia: mentre da principio restavano meravigliati di fronte alle difficoltà più semplici, in seguito, progredendo a poco a poco, giunsero a porsi problemi sempre maggiori: per esempio i problemi riguardanti i fenomeni della luna e quelli del sole e degli astri, o i problemi riguardanti la generazione dell’intero universo.

FiloPuro: per quanto concerne questo passo in particolare, ne suggerisco come approfondimento le suggestive parole che qui trovate.
 
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8 replies since 30/6/2009, 20:18
 
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